Tenete presente Gianluigi Rosafio, il giovane pilota di rally poco più che ventenne che abbiamo intervistato all’ultima tappa della Corsa Mediterranea Rimini – Taurisano? Ecco, ci ha condiviso una interessante classifica degli utilizzi dei social network nel mondo e… guardate un pò come siamo messi! Volendo definire un Social Network questo è appunto una rete sociale consistente in un numero indefinito di individui connessi tra loro da diversi legami. Legami che vanno dalla conoscenza causale ai rapporti di lavoro, ai vincoli familiari e anche a legami di amicizia, scrive Gianluigi Rosafio.

La diffusione del web e del termine «Social Network» ha creato dall’inizio del XXI secolo alcune ambiguità di significato questo perché una rete sociale è storicamente ed in primo luogo, una rete fisica. Rete sociale è, ad esempio, una comunità di lavoratori, che si incontrano nei relativi circoli dopolavoristici, e che costituisce una delle associazioni di promozione sociale. Esempi di reti sociali sono inoltre le comunità di sportivi, attivi o sostenitori di eventi, le comunità unite da problematiche strettamente lavorative e di tutela sindacale del diritto nel lavoro, le confraternite e in generale le comunità basate sulla pratica comune di una religione e il ritrovo in chiese, templi, moschee, sinagoghe e altri luoghi di culto.

Checché se ne dica nonostante mentre camminiamo spesso ci capita di osservare delle persone fuori dal mondo perché immersi nel mondo social, l’Italia è ultima in Europa nell’uso dei Social Network. A sfatare una percezione che ci vede concentrati a pubblicare post in continuazione è Eurostat nel suo “Regional Yearbook 2021 edition”.

Questo dato tuttavia riguarda principalmente la velocità della connessione in alcune aree che, nella maggior parte dei casi presenta enormi ritardi di rete. Prima dell’Italia anche la Turchia dove proprio in questi giorni la commissione Giustizia del parlamento ha approvato il disegno di legge, proposto dal partito del presidente Recep Tayyip Erdoğan, sulla regolamentazione dei Social Network. La nuova legge consentirebbe al governo di Ankara di estendere il proprio potere riuscendo ad esercitare un maggiore controllo sulle principali piattaforme. 

Nuova legge che permetterebbe al governo di estendere il proprio controllo sui Social Network giustificando questo controllo come misura precauzionale per prevenire il bullismo in rete.

Ma veniamo ai dati: più della metà della popolazione adulta nella zona UE (il 57%) ha partecipato ai Social Network. Il tasso di partecipazione per i giovani di età compresa tra i 16 e i 24 anni (87%) è stata quasi quattro volte superiore al tasso corrispondente agli anziani di età compresa tra i 65 e i 74 anni (22%). Tuttavia durante l’ultimo quinquennio (il 2015-2020 per il quale sono disponibili i dati la quota di giovani che partecipano ai Social Network è cambiata poco o nulla. Al contrario, la percentuale di persone anziane che utilizzano queste piattaforme è quasi raddoppiata nello stesso periodo. Nella classifica l’Italia resta la nazione con la minor partecipazione ai Social Network, il 48%.

Al primo posto c’è l’Islanda (94%), seguita da Norvegia (88%) e Danimarca (85%). Le ampie differenze nei tassi di partecipazione ai social sono in parte legate al fatto che le persone siano o meno connesse a Internet, in zone che Eurostat definisce “regioni prevalentemente rurali o ultraperiferiche”. Nel caso dell’Italia sono ad esempio il Sud e le Isole.

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